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La dichiarazione di successione

Pubblicato da Filippo Meani sopra 13 Novembre 2020
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La dichiarazione di successione

Come vendere una casa ereditata? Quali documenti servono? Quanto costa?

La tassa di successione

PARTE DUE

Per quel che riguarda le tasse di successione da pagare sull’immobile (liquidate dall’Agenzia delle Entrate entro il terzo anno dalla dichiarazione di successione), queste variano a seconda del grado di parentela:

  • 4% sul valore catastale dell’immobile, con franchigia pari a 1.000.000€ per figli e coniuge
  • 6% sul valore catastale con franchigia pari a 100.000€ per fratelli e sorelle
  • 6% sul valore catastale, senza applicare la franchigia, per nipoti, zii, cugini di primo grado, cognati e suoceri
  • 8%, anche in questo caso senza applicazione della franchigia, per tutti gli altri soggetti (fra cui rientra anche il convivente)

Oltre alla tassa di successione, spetta all’erede anche il pagamento dell’imposta catastale e dell’imposta ipotecaria, come previsto anche per le altre compravendite immobiliari.

Entrambe sono da pagare prima di presentare la dichiarazione di successione, ma, nel caso in cui almeno uno degli eredi possa beneficiare delle agevolazioni prima casa, tali imposte si applicano nella misura fissa di 200€ ciascuna.

Infine, per procedere alla vendita di un immobile ereditato, entro un massimo di 30 giorno dalla dichiarazione di successione, va presentata la domanda di voltura catastale all’ufficio del catasto situato nella stessa provincia dell’Agenzia delle Entrate a cui ci si è rivolti.

Vanno poi considerate le imposte di bollo e i tributi fissi per le spese accessorie, come per esempio i costi di cancelleria.

 

La vendita di un immobile ereditato

Se si vuole vendere la casa ereditata e dichiarata in successione è necessario un altro documento che si chiama Accettazione di eredità.

 

La dichiarazione di successione NON è sufficiente per vendere una casa ereditata.

 

Accettazione di eredità e trascrizione

Per vendere un immobile ereditato è necessario presentare anche altri due atti.

Il primo è l’atto di accettazione dell’eredità, poiché con la sola dichiarazione di successione gli eredi non accettano di fatto i beni ricevuti.

Questo atto può essere di due tipi:

  • accettazione espressa, quando si dichiara formalmente di accettare i beni (la scelta più sicura se si vuole concludere senza problemi burocratici una compravendita immobiliare)
  • accettazione tacita, quando l’erede non predispone un atto formale, ma manifesta con i comportamenti la sua volontà di accettare l’eredità

Il secondo atto è la trascrizione dell’accettazione dell’eredità, che certifica per tutti i soggetti coinvolti che la proprietà dell’immobile in oggetto è passata dal defunto al nuovo proprietario, che intende venderlo.

La trascrizione può avvenire anche contestualmente al rogito, che però senza quest’atto non può concludersi.

È importante sottolineare che la trascrizione è obbligatoria per la validità della compravendita.

Per far trascrivere dal notaio l’accettazione dell’eredità, bisogna portare:

  • il certificato di morte di chi ha lasciato il bene in eredità
  • l’atto di successione

 

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